Dieta Mediterranea, sei anni di emozioni targate Unesco

Di : | 0 commenti | On : 14/11/2016 | Categorie: : AgriCultura, News

Dieta Mediterranea Unesco
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Dieta Mediterranea

Mercoledì 16 novembre 2016 ricorre il sesto anniversario della proclamazione, da parte dell’Unesco, della Dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, quale prima pratica alimentare iscritta nella prestigiosa lista. Tale importante riconoscimento, coronamento di un iter iniziato nel 2006 e conclusosi nel 2010, ha consentito di accreditare lo stile di vita mediterraneo come una eccellenza mondiale.

Il riconoscimento dell’Unesco ha offerto una possibilità di sviluppo sostenibile molto importante per tutti i Paesi del Mediterraneo, in quanto la Dieta Mediterranea è molto più che un semplice alimento, è un modello nutrizionale ispirato agli stili alimentari tradizionali dei paesi del bacino mediterraneo (Italia, Francia meridionale, Grecia, Spagna e Marocco). Si fonda sul rispetto per il territorio e la biodiversità, garantendo nel contempo, la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali, dei diversi valori culturali, storici, enogastronomici, nutrizionali e salutistici e dei mestieri collegati alla pesca ed all’agricoltura delle popolazioni del Mediterraneo. Essa rappresenta, quindi, per le nostre comunità un elemento fondamentale di aggregazione e coesione sociale che si tramanda di generazione in generazione.

L’Italia, ed in particolare la Campania ed il Cilento, è il paese che il fisiologo americano Ancel Keys (1904-2004) autore del libro “Eat well and stay well. the Mediterranean way (1959), prese come riferimento per codificare il regime alimentare divenuto poi noto come “Dieta mediterranea” (1975), che incorpora ed esprime valori diversi in termini culturali, storici, enogastronomici, nutrizionali e salutistici. La Dieta Mediterranea è contraddistinta da un modello nutrizionale caratterizzato dall’utilizzo dei prodotti del territorio tipici delle nostre comunità, rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, legumi, frutta fresca o secca e verdure, da una moderata quantità di pesce, latticini e carne e da molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi.

Piramide USDA old

La dieta mediterranea degli anni ’60 appartiene oramai al passato, era un tipo di alimentazione che ognuno avrebbe dovuto imitare ed adottare, ma oggi è necessario, evidenziarne non solo i suoi innumerevoli punti di forza, ma anche i suoi lati problematici. La cosiddetta “piramide alimentare” elaborata nel 1992 dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA), si ispirava alle caratteristiche di questo tipo di dieta e consigliava di ripartire in modo ottimale il quotidiano apporto calorico sui differenti nutrienti, al fine di prevenire l’insorgere delle “malattie del benessere” (arteriosclerosi, infarto, diabete, ipertensione, obesità, ictus, etc).

Oggi si propone la nuova” Dieta Mediterranea, che tiene conto delle più recenti acquisizioni in campo nutrizionale, per capire come impostare l’alimentazione di tipo mediterraneo del XXI secolo. Si tratta di un sovvertimento radicale, in quanto un gruppo di alimenti che prima rappresentava la base dell’alimentazione quotidiana, oggi viene invece classificato come “da consumare in maniera limitata” (pane, pasta e cereali raffinati). Questi nuovi dettami, a differenza dei vecchi, dovrebbero essere più efficaci a contrastare le malattie del benessere.

Piramide USDA new

Ma la minaccia di oggi,al modello della Dieta Mediterranea, è costituita anche da fattori economici (i prodotti importati che costano meno e sono di minore qualità) e culturali (oggi non è più scontato per il consumatore scegliere un prodotto di stagione) ed è sempre più forte l’influenza sulle nostre abitudini alimentari del modello anglosassone, riassunto laconicamente come “il modello delle merendine” (junk food e fast food).

Si rende, pertanto, necessario uno sforzo di educazione all’alimentazione, una promozione del consumo consapevole, per fornire al consumatore tutte le informazioni necessarie affinché la scelta possa essere realmente informata.

CeSBAl

La tutela della Biodiversità e la promozione della Dieta Mediterranea devono camminare di pari passo al fine di educare i consumatori alla cultura alimentare, alla piena coscienza del diritto al piacere ed al gusto ed all’acquisizione di una responsabile capacità di scelta in campo alimentare promuovendo la pratica di una diversa qualità della vita, fatta del rispetto dei tempi naturali, dell’ambiente e della salute.

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