Pecorino bagnolese, sapore d’Irpinia

Di : | 0 commenti | On : 25/11/2016 | Categorie: : AgriCultura, Mangia Campano

gregge pecore Bagnolesi sul Laceno
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Le attività dell’Associazione della Pecora Bagnolese

Si avvia verso la conclusione il secondo anno di attività dell’Associazione della Pecora Bagnolese. Fu presentata al pubblico, durante il convegno “La Biodiversità animale della Campania: Il progetto RARECA – Provolone del Monaco DOP e Pecorino Bagnolese d’Irpinia, incontro tra due realtà allevatoriali”, ospitata dal Gran Caffè Gambrinus di Napoli il 19 Novembre 2014.

Pecorino sardo, uno dei formaggi dop più noti

Pecorino Bagnolese d’Irpinia

L’Associazione della Pecora Bagnolese (A.P.B.), allevatori e trasformatori, nasce nel novembre 2014 a Bagnoli Irpino (Av), su iniziativa di alcuni imprenditori che hanno sentito l’esigenza e la necessità di salvaguardare la pecora di razza Bagnolese (o Malvizza) ed il pecorino bagnolese, al fine di garantire al consumatore la qualità della carne e del latte ovino ottenuti sui pascoli montani e collinari dell’Irpinia.

L’Associazione è costituita da 5 aziende che, come prima azione, hanno adottato un disciplinare di produzione del pecorino per far conoscere e apprezzare il formaggio che si ottiene da questa importante popolazione ovina.

I soci fondatori sono: Nigro Pasquale, Nigro Carmine, Nigro Antonio, Buccino Pasquale e Patrizio Della Polla. Tutti gli associati, oltre ad essere allevatori, sono anche produttori di pecorino bagnolese.

Riunione Allevatori CTS

L’Associazione, nata con la collaborazione del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è dotata di un Comitato Tecnico-Scientifico, coordinato dal Professor Vincenzo Peretti e composto dal dottor Luca Branca, Funzionario del Settore Agricolo della Regione Campania e dal dottor Ettore Guerrera, direttore tecnico del Ce.S.B.Al.

Tutte le aziende agricole aderenti sono a conduzione familiare, con una tradizione di allevamento della Pecora Bagnolese, tramandata da oltre tre generazioni da padre in figlio, e si dedicano alla trasformazione della materia prima con passione ed esperienza, per trasformare il latte in un pecorino di qualità eccellente, nel rispetto delle tradizioni, continuando la mungitura manuale, producendo il pecorino a latte crudo con caglio naturale di agnello e lasciando stagionare il prodotto così ottenuto per sei/sette mesi ed oltre, spesso in cantine di pietra naturale. Un connubio perfetto tra amore per il gregge e il rispetto delle tradizioni. 

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Le greggi aziendali sono costituite per l’ottanta per cento da capi di pecora bagnolese e il loro latte è destinato, interamente, alla filiera casearia dell’omonimo pecorino. Gli animali sono tenuti al pascolo, nel periodo autunno-invernale, sulle colline dell’Irpinia Centrale, caratterizzate dalla presenza di essenze spontanee tipiche, e, nel periodo primaverile-estivo, sui pascoli montani del Parco Regionale dei Monti Picentini con altitudini che raggiungono anche i 1.800 metri di quota. L’alimentazione integrativa invernale prevede solo l’uso di fieni di sulla, lupinella e medica e di una ridotta quantità di mangimi biologici.

pecore Bagnolesi

Gli obiettivi dell’Associazione:

  • Accrescere la popolazione della pecora di razza Bagnolese;
  • Miglioramento genetico e sanitario degli allevamenti attraverso la selezione di capi che ne migliorino le caratteristiche;
  • Realizzazione di un marchio di area e di un disciplinare di produzione del pecorino che consenta di attestarne la qualità;
  • Produrre pecorino bagnolese, debitamente marchiato nel rispetto delle norme volontarie previste dal Disciplinare di produzione del “Pecorino Bagnolese d’Irpinia” adottato dagli associati;
  • Attivare una Denominazione Comunale (De.Co.) che tuteli l’areale e le tecniche produttive tipiche della zona di origine;
  • Valorizzare la pecora di razza Bagnolese attraverso la “Mostra Regionale della Pecora Bagnolese” ed un Centro Arieti (selezione e produzione di arieti).

La pecora Bagnolese, conosciuta anche come Malvizza, prende il nome dal comune di Bagnoli Irpino (AV). La razza, frutto di incroci e meticciamenti in cui si riconoscono i tratti somatici della Barbaresca, è distribuita principalmente in Regione Campania nell’area dei Monti Picentini, degli Alburni, del Vallo di Diano, della Piana del Sele e, marginalmente, nelle colline del casertano e beneventano. Allevata principalmente in provincia di Avellino e precisamente nel territorio del comune di Bagnoli Irpino e sull’altopiano del Laceno.

ovino-bagnolese

Secondo il Disciplinare Anagrafico delle popolazioni ovine a limitata diffusione regionale, presenta le seguenti caratteristiche morfologiche: taglia medio-grossa, vello bianco con boccoli conici; la testa, il collo e le estremità degli arti presentano delle picchiettature nere tipiche (marezzature)  che in alcuni casi possono essere delle ampie macchie nere. L’ariete presenta una testa con profilo montonino e delle robuste corna avvolte a spirale e dirette dal basso in alto all’infuori.

ariete Bagnolese

La produzione media di latte, su 180 giorni, è di circa 130 kg, con un contenuto in grasso del 7-8 % e di proteine del 6%. La resa del latte alla caseificazione è del 22-25%.

Gli animali vengono allevati in greggi di piccole e medie dimensioni (50- 400 capi) raramente costituiti da soli soggetti bagnolesi, data la contemporanea presenza di capi meticciati o appartenenti ad altre razze. Negli anni ’80 la popolazione veniva stimata intorno ai 20.000 capi, attualmente la consistenza numerica si è molto contratta. Anni addietro il sistema di allevamento prevalente, a gestione familiare e lontano dai grandi insediamenti urbani, era quello pastorale dove il pascolo rappresentava la principale fonte di alimento; oggi si è passati al semibrado con integrazione alimentare (mais, orzo, fave, etc.). In generale gli animali sono ricoverati nel periodo invernale in strutture semplici ma funzionali. Di buona fecondità, la pecora Bagnolese presenta un alta percentuale di parti gemellari, non rari quelli trigemini. L’agnello viene in genere alimentato esclusivamente con il latte materno e ciò contribuisce a rendere la sua carne particolarmente tenera e delicata. Il latte, ricco di proteine e con una elevata attitudine alla caseificazione, costituisce la materia prima per produrre ottimi pecorini e ricotta.

Logo Associazione

Il marchio di tutela “Pecorino Bagnolese d’Irpinia”

L’Associazione ha registrato un proprio marchio di tutela che attraverso un disciplinare di produzione serve a garantire la qualità del pecorino prodotto.

Il Marchio “Pecorino Bagnolese d’Irpinia” nasce come marchio di garanzia dell’omonimo pecorino, viene rilasciato dall’Associazione ai produttori qualificati e si appone su ogni singola forma di formaggio che rientra nelle regole del disciplinare. Il marchio è costituito da un tondo centrale in oro con sagoma di testa ovina di colore bianco con la scritta “PECORINO BAGNOLESE d’IRPINIA” a testimonianza della provenienza territoriale della materia prima. Alla base, racchiusi in una stringa, i colori della bandiera italiana.

Il Pecorino Bagnolese d’Irpinia

La denominazione di origine del formaggio “Pecorino Bagnolese d’Irpinia” è riservata al prodotto avente le seguenti caratteristiche: formaggio fresco, semistagionato e stagionato, prodotto esclusivamente con latte di pecora intero proveniente dalla zona di produzione, per il 70% da pecora di razza Bagnolese (iscritte al Registro Anagrafico, gestito dall’ARAC) e per il restante 30% da meticci e/o razze diverse, purchè allevate esclusivamente nell’area prevista dal disciplinare. Il latte può essere utilizzato crudo o eventualmente può subire un trattamento termico. La zona di produzione e stagionatura del pecorino bagnolese comprende l’intero territorio dei Comuni di Bagnoli Irpino (AV) e Venticano (AV).

pecorino-bagnolese

Il formaggio, inserito nell’elenco dei PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) riconosciuti dalla Regione Campania, presenta le seguenti caratteristiche: -crosta: di colore dal giallo, del prodotto fresco, al marrone scuro di quello conservato; – colore della pasta: bianco leggermente paglierino per il tipo a pasta fresca, giallo intenso per il tipo a pasta semistagionata o stagionata; – struttura della pasta compatta e tenace al taglio per il tipo a pasta semidura, con eventuale minuta occhiatura non regolarmente distribuita, eventuale presenza di “lacrime” nelle forme stagionate; – sapore fragrante accentuato (si fa più piccante con il progredire della stagionatura).

pecorino-bagnolese

Il periodo di maturazione è così suddiviso: a) Tipologia fresco: da un minimo di 20 giorni ad un massimo di 2 mesi; b) Tipologia semistagionato: da 2 a 6 mesi; c) Tipologia stagionato: oltre i 6 mesi.

Diverse sono le iniziative programmate dall’Associazione nel 2017, tra cui la realizzazione di una Mostra regionale ed una serie di azioni di divulgazione e informazione nelle principali fiere di settore a livello regionale e nazionale, che puntino a valorizzare la razza Bagnolese ed il Pecorino Bagnolese d’Irpinia.

pecorino-bagnolese

Contatti :

ASSOCIAZIONE della PECORA BAGNOLESE (A.P.B.) 

Sede:  via Vico II° Gramsci – 83043 Bagnoli Irpino (Av)

http://www.pecorinobagnolesedirpinia.com/

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