La pastorizia a sostegno delle aree interne e montane

Di : | 0 commenti | On : 14/05/2018 | Categorie: : AgriCultura

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L’antica pratica deve ritornare ad assumere un ruolo centrale per la conservazione del territorio

La pastorizia non è solo una delle più antiche pratiche produttive umane, ma è la vera chiave della gestione sostenibile del territorio, della salvaguardia della biodiversità, del paesaggio e dell’innovazione sociale. Questa forma di allevamento estensivo è stato da sempre riconosciuta come una delle attività a più alto valore di naturalità, concordando sul rischio che il suo abbandono, soprattutto in certi contesti rurali, può comportare conseguenze negative ambientali, sociali ed economiche.

Gregge di ovini di razza Laticauda

Gregge di ovini di razza Laticauda

Il riconoscimento di questi ultimi anni alla centralità dell’allevamento di ovini, capre, bovini, ma anche equidi e suini contro lo spopolamento delle aree montane e come volano di sviluppo locale, purtroppo non è ancora accompagnato da uno specifico piano agro-pastorale nazionale. Così da decenni si continua ad assistere ad una diminuzione degli allevamenti estensivi e dei pastori, con un serio problema di ricambio generazionale e di desertificazione ecologica, economica e sociale di tutto l’ambiente agrosilvopastorale.

capre cilentane

Gregge di capre Cilentane

L’attrattività della pastorizia, non sempre supportata dai piani di sviluppo rurale, rappresenta una sfida importante per il futuro e per la sostenibilità di una delle attività più antiche e sostanziali per la gestione delle aree interne. Oggi per la maggior parte delle aziende zootecniche italiane è molto difficile confrontarsi con la concorrenza straniera, che risulta programmata per un modello produttivo super intensivo. Eppure sono proprio le piccole aziende, sentinelle dell’ambiente, le più funzionali al mantenimento di un equilibrio natura, che tante ricadute positive riesce a innescare sul paesaggio anche in ambito periurbano, nelle sue componenti ecologiche, produttive e di qualità ambientale. Non bisogna dimenticare che fin dalle origini la pastorizia transumante ha vissuto un rapporto strettissimo con la città, quale luogo privilegiato di scambio e di mercato per i beni ad alto valore come il latte e la carne, destinati allo scambio poiché non potevano essere conservati a lungo, come avviene invece con molte delle produzioni vegetali.

latte in città

In questo contesto culturale importanti potrebbero diventare i progetti che istituiscono nelle aree metropolitane l’esercizio di attività pastorali finalizzate ad esempio alla manutenzione di aree seminaturali (parchi urbani, parchi storici, argini fluviali) o addirittura di aree industriali. In Francia la manutenzione ordinaria dei prati all’interno dei parchi urbani e dei parchi storici, è regolata da convenzioni stipulate tra l’amministrazione pubblica e allevatori-imprenditori, i quali forniscono gli animali come “servizio”. In Germania gli animali vengono utilizzati per il mantenimento degli argini fluviali, in virtù dell’azione consolidante degli zoccoli e del morso.

Manutenzione naturale del territorio

Manutenzione naturale del territorio

Per far questo bisogna portare avanti una serie di interventi urgenti: dal riconoscimento della peculiare natura della pastorizia, con l’istituzione di vere e proprie scuole, la cui offerta formativa non si limita all’apprendimento del mestiere di pastore, ma è orientata a una preparazione culturale più ampia, allo snellimento della burocrazia per la realizzazione di strutture ad esempio di caseifici in montagna, fino ad una gestione adeguata dei boschi con opere mirate di silvicoltura e mantenimento di aree pascolive ed all’ottenimento di fide pascolo.

Aree pascolive

Aree pascolive

Dobbiamo puntare fortemente sulle aggregazioni allevatoriali, l’associazionismo e le reti d’impresa dove nessuno perde però la sua identità, ma tragga vantaggi mediante la valorizzazione delle produzioni con marchi di tutela e l’attivazione dei circuiti commerciali di “filiera corta” e di sviluppo della vendita diretta, indispensabili in un momento in cui si guarda con attenzione al turismo rurale ed al turismo enogastronomico.

Associazione

Associazione pecora bagnolese, allevatori e trasformatori

A tutela del pastore e della transumanza, vanno ridisegnate urgentemente le misure di sostegno e salvaguardia che puntano a trovare il giusto equilibrio tra le greggi e la fauna selvatica, seguire con attenzione scientifica il difficile rapporto ad esempio con i lupi ed in particolare i suoi ibridi o lavorare sul contenimento numerico della popolazione dei cinghiali che danneggiano non solo le aree coltivate ma anche i pascoli.

Cinghiali

Cinghiali

La transumanza, infine, non deve diventare una semplice pratica di moda, un argomento di cui è facile parlare e si traduce esclusivamente in giornate promozionali per vivere l’agroecosistema pittoresco delle greggi e dei pastori, oppure l’espediente per raccontare una storia passata di tanti territori, senza pensare invece al futuro. Un passo importante è stata la candidatura dell’Italia, insieme alla Grecia e all`Austria, della transumanza come patrimonio culturale immateriale dell`umanità Unesco.

unesco

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