“De.C.O. Nocciola di Avella”, a settembre via libera alle adesioni

Di : | 0 commenti | On : 31/07/2018 | Categorie: : AgriCultura, News

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L’iter per l’adozione della denominazione comunale d’origine (De.C.O.) “Nocciola di Avella”, terminato lo scorso anno con l’approvazione all’unanimità del Consiglio Comunale di Avella, passa quindi alla seconda fase.
Dal 1 settembre 2018 sarà possibile per tutti gli operatori economici della filiera, compilare un apposito modulo di preadesione, che li impegnerà, una volta esaminata positivamente la domanda da parte della Commissione di valutazione della De.C.O., a seguire le indicazioni del regolamento e del disciplinare di produzione ed ottenere quindi l’ambita certificazione.

De.C.O.

Il consiglio comunale di Avella all’unanimità approva la De.C.O.

La De.C.O. “Nocciola di Avella” designa il prodotto agricolo fresco coltivato nella zona delimitata dai Comuni di Avella, Baiano, Sperone, Mugnano del Cardinale, Sirignano, Quadrelle e Monteforte Irpino, appartenenti alla specie botanica Corylus Avellana (L., 1753) e proveniente da quei corileti dove sono presenti prevalentemente cultivar come la Mortarella e la San Giovanni ed in minima parte la Camponica, Riccia di Talanico, Tonda Bianca, Tonda Rossa, Onn’Aniello, Peluselle, Cap’ ‘e morte e Pall’escuppetta.

Il termine Corylus, che in latino significa nocciolo, deriva dal greco Kòris cioè elmo per la caratteristica forma del guscio. Questo frutto, gustoso e nutriente, è già apprezzato durante l’Impero Romano. Macrobio, scrittore latino vissuto intorno al IV secolo d. C., nei suoi “Saturnalia”, descrive infatti le intense coltivazioni di nocciole nei dintorni dell’Antica Abella: “Nux haec Abellana, quae est eadem, ex arbore est quae dicitur corylus, de qua Virgilius dicit: Corylum sere”. È questa la noce avellana, raccolta dall’albero corylus, chiamato così anche da Virgilio nelle Georgiche.

Nel 2017, a sostegno del progetto comunale, nasce l’associazione agroalimentare Terrae Abellanae, fortemente specializzata nella corilicoltura (coltivazione del nocciolo). Il suo nome identifica la collocazione geografica dell’organizzazione ovvero: Avella e comuni limitrofi, in Bassa Irpinia, provincia di Avellino.
Composta da diciotto soci, raccoglie tutti gli attori della filiera, dal produttore al trasformatore di prodotto, passando per gli agronomi e di chi si occupa di servizi. Ha come principali finalità:
a) fare attività di informazione e formazione degli attori della filiera;
b) contribuire alla crescita e sviluppo del territorio attraverso la valorizzazione delle produzioni tipiche;
c) promuovere miglioramenti organizzativi e tecnico/economici per il settore agroalimentare locale.

Dopo l’estate quindi sarà importante, non perdere altro tempo e percorrere insieme un cammino comune che porti finalmente alla difesa ed alla valorizzazione della Corylus Avellana.

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