“Tritordeum” , una ricchezza infinita

Di : | 0 commenti | On : 10/07/2018 | Categorie: : Buonissimo

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di Nicola Marangia

Da sempre considerate simbolo di fertilità e ricchezza, le spighe di grano hanno accompagnato fino ad oggi, la storia dell’uomo e con esso la sua evoluzione.

Maurizio Intini nel suo campo di Tritordeum

Ci troviamo a Putignano (BA) in un campo della IntiniFood, insieme a Maurizio Intini che ci racconta brevemente come è nato il suo progetto:

Era il 2009, anno di nascita della mia prima figlia, quando, dialogando con un caro amico, agricoltore di Marconia, comune in provincia di Matera, venni per la prima volta a conoscenza del Tritordeum. La curiosità per questo nuovo cereale fu molta, da farmi contattare l’istituto che ne diede vita, situato in Spagna e precisamente a Cordoba. L’anno dopo mi recai in loco, dove conobbi il ricercatore prof. Antonio Martìn, che nel 1977 diede inizio agli studi su questo cereale. Il mio intento iniziale era quello di commercializzare il seme nel rispetto e tradizione dell’attività aziendale di famiglia, operante nel settore delle sementi, ma la voglia di nuove sfide e approfondimenti, portati avanti con il CNR di Bari, uniti agli stimoli degli amici spagnoli, diedero vita alla fine del 2012, alla prima molitura di Tritordeum.

 

Inutile nascondere l’emozione provata, nell’assaporare il primo risultato, con prodotti, nati da un percorso totalmente a KM 0. Nel gennaio del 2013 ebbe inizio la prima produzione ufficiale della farina di Tritordeum e da allora ho rivolto il mio impegno ad una costante promozione e collaborazione con istituti superiori, università, enti, attività private e chiunque avesse avuto interesse nell’ascoltarmi e credere in questo affascinante progetto.”

Continuando il viaggio, su questo interessante prodotto, ricordo che nasce dall’incrocio naturale tra il grano duro e l’orzo selvatico e nella zona di coltivazione, prevalentemente nella murgia barese, viene fatta un’attenta scelta degli areali di semina prediligendo quei terreni che hanno usufruito di un’ottima rotazione con leguminose, per trarne maggiormente vantaggi da un punto di vista qualitativo.

Partendo dal contratto con l’agricoltore alla raccolta, la IntiniFood segue ogni passo di tutte le fasi di produzione, monitorando costantemente lo stato delle spighe, prelevandone alcune prima della trebbiatura, per misurarne il grado di umidità, fondamentale per la futura conservazione dei chicchi.

Le farine di Tritordeum ricavate, si adattano ad ogni tipo di preparazione, dolce o salata e a tal proposito ho voluto rendere partecipi alcuni soggetti che in prima persona, sono collegati all’utilizzo del Tritordeum, ponendo loro alcune domande.

DANIELA IMPEDOVO, di Martina Franca (TA), Biologa Nutrizionista di professione. “Da un punto di vista salutistico, quali sono le principali differenze tra le farine di Tritordeum e le tradizionali che troviamo in commercio”?

Campo di Tritordeum a ridosso della Murgia

“Dal punto di vista nutrizionale il Tritordeum, si presenta con un indice glutinico inferiore e rispetto al grano tradizionale, grazie al maggior quantitativo di proteine e fibre, possiede un indice glicemico più basso, quindi nel complesso più salutare. Tali fattori sono favorevoli a scongiurare fenomeni infiammatori a carico dell’apparato digerente, causati comunemente dall’eccessiva quantità di glutine, presente nelle farine utilizzate nella maggior parte dei prodotti da forno che troviamo in commercio”

GIOVANNI TERRULI pizzaiolo e titolare della pizzeria Jonny, a Martina Franca (TA). “Credi possa esserci un cambiamento da parte dei clienti, nel mondo pizza, riguardo all’uso delle farine? Se si perché secondo te”?

Pizza al Tritordeum

“Personalmente uso la farina di Tritordeum da circa un anno e mezzo e sono d’accordo all’utilizzo di farine meno raffinate, l’importante che vengano lavorate a regola d’arte.

Ritengo che la scelta della pizza sia molto soggettiva e credo che alla lunga possa esserci un cambiamento o meglio un’evoluzione nel mondo pizza, tendente sempre più alla ricerca di ingredienti salutistici, grazie all’informazione che allo stesso tempo rende il cliente più esigente.

GIACOMO DIAMANTE pizzaiolo e titolare della pizzeria da Zio Giacomo a Martina Franca (TA). 

Pizza al Tritordeum

“Il cliente apprezza la farina di Tritordeum rispetto alle tradizionali? Se si perché secondo te?

“Non ti nascondo che all’inizio, circa due anni fa, non è stato facile inserire nel menù la pizza al tritordeum come alternativa. Persino Maurizio Intini era titubante, ma col tempo si è dovuto ricredere, ed oggi le numerose richieste da parte di altri colleghi e gli stessi clienti che ce la prenotano su richiesta, le hanno fatto acquisire notevole successo rispetto ad altri cereali di pregio.

Vincente credo siano state le caratteristiche organolettiche, la sua profumazione che ricorda la campagna e il particolare colore giallino, associati ad altri aspetti più tecnici che la vedono molto indicata per diete a basso indice glicemico.

Per info: IntiniFood
Via Cavalieri del Lavoro – Z.I.
70017 Putignano (Ba)
Tel / Fax +39.080.405.80.81
www.intinifood.it info@intinifood.it

 

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