La DegOsteria. A cena dagli artigiani della felicità

Di : | 0 commenti | On : 09/04/2019 | Categorie: : Buonissimo, News, Ristoranti

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Dettaglio locale

di Nicola Marangia

Siamo ad Ancona in pieno centro storico, a due passi da Piazza Plebiscito (XV Sec.), sulla strada che conduce al Duomo di San Ciriaco (X-XI Sec.). Una porta con la scritta DegOsteria si apre e si torna al passato rievocando luoghi in cui si poteva bere un boccale di vino in allegria.

Ad accoglierci è Danilo che assieme ad altri tre soci – Marco, Matte e Marco – hanno dato vita a un concetto di ristorazione innovativa ma senza abbandonare la tradizione.

Mi sono bastati pochi minuti per entrare in sintonia con Danilo e quando mi racconta delle sue origini pugliesi, capisco subito il perché.

Il pasto è servito in un’elegante sala ristorante arredata in stile moderno.

A stupire è la proposta di assaggio dell’olio extravergine di oliva abbinato a quattro tipi di pane realizzati dallo chef.

Olio extravergine e pane

Questa è un’accoglienza che considero il miglior biglietto da visita di un bravo ristoratore.  L’olio, il frutto del lavoro dell’uomo, racchiuso in un’essenza che sprigiona odori e sapori riconducibili alla terra.

Il menu è un’accurata proposta di mare e terra nelle più creative realizzazioni.

Seppia e piselli

Decido per i sapori del mare e come antipasto arriva una seppia con piselli, del polpo in crosta di mais su crema di fave e finocchietto, la polenta alla piastra con ragù di raguse (murici o coccioli in alcune zone del sud dell’Italia) e il tonno teriyaki (salsa giapponese) con insalata di spinaci, confettura di arancia e noci tostate.

Un inizio convincente e delicato allo stesso tempo, abbinato a un bianco veneto, proposto da Andrea l’intenditore di vino della DegOsteria. Un vino senza solfiti aggiunti e con spiccati sentori fruttati di pesca e frutto della passione.

Vino Veneto

Tra una portata e l’altra mi soffermo a conversare con Danilo che scherza rifacendosi a termini dialettali pugliesi. È stato come essere a casa nonostante i nostri comuni d’origine distino oltre 400 km.

Il pranzo procede col passatello con vongole, calamari, asparagi e pomodorini. A seguire

Carbonara di mare

un’interessante rivisitazione della carbonara condita con ventresca di baccalà cui è aggiunta della tartare di tonno e uovo cotto a 63 °C, pepe e parmigiano raggiano DOP 40 mesi di stagionatura.

A questo punto si è già sazi, quindi è strategica la decisione di tornare per assaporare un secondo e il dolce.

E, infatti, a distanza di pochi giorni si riapre la porta della DegOsteria per concedersi alla grigliata mista di pesce (scampo, mazzancolla, calamari, ostrica, filetti di pesce, gamberi e polpo), accompagnata da patate chips preparate dallo chef Marco.

Grigliata di mare

Per finire in dolcezza, Alessia con la sua dettagliata e convincente descrizione ci serve il Cherry cake e il tortino alla crema di pistacchio.

Cherry cake

In abbinamento un bianco passito Marche IGT del 2015 e un rosso passito Marche IGT del 2012.

A fine pasto – una vera esperienza di felicità – ci si alza pensando già alla prossima volta in DegOsteria e questo vale più di mille parole.

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