Burger Tripp, la nuova vita di Trippicella

Di : | 0 commenti | On : 04/05/2019 | Categorie: : Buonissimo

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A Sant’Anastasia il menù con la carne di qualità di “Trippicella”

L’Hamburgeria Trippicella in via Arco 231 a Sant’Anastasia si spoglia della sua vecchia veste e rinasce come Burger Tripp. La rivoluzione del nome parte dall’inserimento del termine “Tripp”, che vuole in primis rimarcare uno dei punti forti dell’azienda, ovvero importare in Italia le migliori carni dal mondo, laddove “trip” in inglese sta a significare “viaggio”. Inoltre richiama inequivocabilmente il l’insegna della macelleria dove ha mosso i primi passi Antonio Di Sieno.

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«Questo locale mi consente di sperimentare nuovi hamburger – spiega Di Sieno – un prodotto sempre più richiesto dal mercato ma non così semplice da realizzare. Non devono restringersi in cottura, mantenere un buon livello di liquidi, rimanere compatti durante la cottura».

Tra le novità nel menù di Burger Tripp, dove è possibile spaziare tra panini old e new style oltre agli special, c’è “Ndunett a’chianchera” in omaggio alla bisnonna di Antonio, fatto con pane cafone, polpettone fritto, provola dei monti e parmigiana di melanzane rossa; “Simm ‘e Napule” con hamburger di Simmental, fonduta di Parmigiano Reggiano, pomodorini secchi fatti in casa e basilico fritto; “11/4” che ricorda la data di apertura della prima sede con hamburger di suino nero casertano, patate grigliate, provola dei monti, pomodorini secchi fatti in casa e rucola. Non potevano mancare infine una vasta gamma di carne al piatto tra Black Angus e Manzetta del Mazury taglio T-Bone. Completano l’offerta le birre artigianali prevenirti sia da birrifici italiani che esteri: Ritual Lab (Formello), Piccolo Birrificio Clandestino (Livorno), Brewdog (Scozia) e Stone Brewing (USA).

Definito macellaio 3.0, Antonio Di Sieno è da sempre capace di coniugare tradizione e innovazione.  Tre le sue “invenzioni” c’è il Rosso Vesuviano, ossia allevare un maiale allo stato brado sulle pendici del Parco Nazionale del Vesuvio secondo l’antica tradizione vesuviana. Mentre in tema hamburger ha creato quello d’oro con carne di Wagyu da mille euro al chilo, la risposta italiana alla bistecca d’oro di Salt Bae, e quello di Simmental, con la razza di bovino originaria della valle Simme in Svizzera che non ha nulla da vedere con la carne in scatola. Per non dimenticare la “Meat innovation” per il recupero della carne di scarto come la coppa di testa, la matrice e il ventre.

BIOGRAFIA. Antonio Di Sieno, quarta generazione di macellai, è un giovane professionista specializzato in commercio e lavorazione delle carni pregiate dal Mondo. È titolare di “Trippicella”, azienda nata nel 1940, che distribuisce tagli di prima qualità nelle più importanti città italiane.

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