Pecorino Bagnolese, il gusto giusto dell’estate 2019

Di : | 0 commenti | On : 14/05/2019 | Categorie: : AgriCultura

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Il tempo continua a fare i capricci ma non impedisce al palato di percorrere la strada giusta verso quella che si preannuncia una vera e propria tendenza per l’estate 2019: il Pecorino Bagnolese è pronto a recitare la parte del leone anche nei menù di ristoranti e pizzerie.

Un prodotto entrato a fare parte del circuito tutelato da “Vero-Filiera Sostenibile“, il bollino di qualità che certifica origine, provenienza e quindi gusto inattaccabile. Un ingresso ottenuto grazie alla Cooperativa Agricola Pecorino Bagnolese di Bagnoli Irpino, in provincia di Avellino.

L’ingresso nel progetto di valorizzazione voluto fortemente dal professore Vincenzo Peretti della Federico II e dal consulente vendita Giuseppe Di Bernardo, ha l’obiettivo, attraverso quello che può essere considerato un vero processo di autenticazione personalizzata, di salvaguardare la biodiversità zootecnica, le caratteristiche artigianali e tecnico-qualitative dei prodotti irpini a garanzia di un consumatore che al desiderio di storia, tradizione e qualità, vuole quello importante di sostenibilità.

Dalla Campania alla tavola dei buongustai. I veri intenditori aspettano le proposte interessanti per includerlo fra i prodotti che non devono mancare a tavola. Numerose le richieste provenienti anche dal settore horeca gourmet, oltre che dai consueti canali della grande distribuzione e delle gastronomie d’eccellenza.

Il Pecorino Bagnolese si presenta sul mercato nelle tre stagionature disponibili: 3-6 mesi, 12 mesi e 24 mesi che si presenta ricoperto da una compatta crosta che va da un colore paglierino al marrone più o meno carico man mano che i mesi avanzano; la pasta, paglierina è soda, consistente e grassa. Il sapore ricco e pieno, si fa più piccante con il progredire della stagionatura.

A questi si aggiunge il Caso Moscio, ricoperto da una crosta di colore paglierino più o meno carico; la pasta è morbida e bianca, delicata e grassa. Il sapore ricco e pieno. La stagionatura è di circa 20 giorni.

pecorino-bagnolese

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Così come nobili colleghi come il Provolone del Monaco Dop che tutela il bovino di razza Agerolese, anche il Pecorino ha fra i suoi “pregi” quello di garantire una lunga vita alla razza animale che fornisce il latte per la sua produzione ovvero la pecora Bagnolese.

ovino-bagnolese

pecora Bagnolese

Conosciuta anche come Malvizza, prende il nome dal comune di Bagnoli Irpino. La razza, frutto di incroci e meticciamenti in cui si riconoscono i tratti somatici della Barbaresca, è distribuita principalmente in regione Campania nell’area dei Monti Picentini, degli Alburni, del Vallo di Diano, della Piana del Sele e, marginalmente, nelle colline del casertano e beneventano.

Allevata principalmente in provincia di Avellino e precisamente nel territorio del comune di Bagnoli Irpino e sull’altopiano del Laceno. Secondo il Disciplinare Anagrafico delle popolazioni ovine a limitata diffusione regionale, presenta le seguenti caratteristiche morfologiche: taglia medio-grossa, vello bianco con boccoli conici; la testa, il collo e le estremità degli arti presentano delle picchiettature nere tipiche (marezzature) che in alcuni casi possono essere delle ampie macchie nere. L’ariete presenta una testa con profilo montonino e delle robuste corna avvolte a spirale e dirette dal basso in alto all’infuori.

La produzione media di latte, su 180 giorni, è di circa 130 kg, con un contenuto in grasso del 7-8 % e di proteine del 6%. La resa del latte alla caseificazione è del 22-25%. Di buona fecondità, la pecora Bagnolese presenta un’alta percentuale di parti gemellari, non rari quelli trigemini. L’agnello viene in genere alimentato esclusivamente con il latte materno e ciò contribuisce a rendere la sua carne particolarmente tenera e delicata.

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