La capra Napoletana

Di : | 0 commenti | On : 30/06/2019 | Categorie: : AgriCultura

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Alle pendici del Vesuvio e sul versante napoletano dei Monti Lattari è stata selezionata, nel corso dei secoli, una capra rustica che presenta spiccati caratteri del tipo maltese mescolati a quelli di altre razze locali dell’Avellinese, dei monti dell’alta Campania e del Salernitano: è la razza Napoletana, nota anche come Vesuviana.La consistenza
Nei primi anni ’80 se ne contavano in provincia di Napoli non più di 3.000 capi, numero già esiguo se confrontato alla grande diffusione che questa razza ha avuto nel passato. Negli ultimi trent’anni questa situazione è andata incontro a un ulteriore declino ed oggi si contano solo pochi capi allevati in piccoli greggi (da 10 a circa 150 soggetti) circoscritti prevalentemente in alcuni comuni del Vesuviano e dei Monti Lattari. La razza, tra l’altro, ha subito una forte erosione genetica dovuta agli incroci con riproduttori di razze selezionate quali la Saanen, la Maltese e la Camosciata.
Le caratteristiche
La Napoletana è una razza di taglia media con peso vivo dei becchi di 60-65 kg e delle capre di 50-55 kg. Il mantello è a pelo raso e può avere colore uniforme nero (vesuviana), rosso carico oppure macchie rotondeggianti di colore più chiaro. La testa è relativamente piccola con profilo montonino, provvista di corna e tettole, con orecchie normali e pendenti.
L’allevamento
I greggi sono costituiti in prevalenza da pochi esemplari (massimo poche decine di capi), sovente frammisti ad altri capi di razze selezionate, quali la Saanen o la Camosciata, allevati con sistema stanziale. Dalla primavera all’autunno l’alimentazione è rappresentata dal pascolamento aziendale o su aree marginali e integrata con mangime; in inverno da fieno e/o una miscela aziendale.
Le attitudini
Allevata nel passato per il latte fresco da pronto consumo; la produzione principale è stata successivamente quella della carne. Questa razza produce capretti del peso di 10-12 kg e caprettoni pesanti di 20-25 kg.
Oggi con molte difficoltà, alcuni progetti di recupero puntano alla trasformazione del latte in prodotti caseari, vista anche la buona attitudine lattifera degli esemplari.La razza opportunamente selezionata ed alimentata infatti arriva a produrre come primipara, 350 litri in 170 giorni e pluripara, 450 litri in 170 giorni.

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