Così mangiò Bellavista: il ragù raccontato da Luciano De Crescenzo

Di : | 0 commenti | On : 21/07/2019 | Categorie: : Buonissimo

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Sono Pomodori che non abbiamo conosciuto di persona: in “Così Parlò Bellavista” c’è l’antenato dell’orto a chilometri zero

Compare per la prima volta seduto dietro al tavolo della cucina intento a preparare le “bottiglie” di pomodoro Gennaro Bellavista nel film che l’ha consegnato alla storia ed alla gloria.

La versione teatrale del 2018

Luciano De Crescenzo fotografa quella che fino alla metà degli anni ’80 era consuetudine in quasi tutte le famiglie napoletane. Cassette di legno di pomodoro San Marzano (all’epoca erano tutte originali e nessuno finiva in prigione per le false dop), mazzi di basilico profumato, bottiglie di birra (Peroni e Wührer le più gettonate) asciugate con il fon per i capelli, tappi e attappatrici. I più evoluti avevano già comprato lo spremipomodoro elettrico e poi l’immancabile carta di giornale. Uno strato de “Il Mattino” ed il gioco è fatto. Facendo attenzione di non utilizzare una rivista chiamata “Grazia” che faceva scoppiare le bottiglie della signora Carraturo.
Anche qui una tradizione da vincere. “Non possiamo comprare pomodori in scatola come fanno tutti” si lamenta la figlia ma la saggezza di Luciano controbatte con una frase che oggi è attualissima: “Sono pomodori che non abbiamo conosciuto di persona” anticipando di quaranta anni l’orto a chilometri zero, la coltivazione sotto casa, il biologico e tutto quello che oggi va di moda.

Avanti nei tempi lo si è anche in questo.

Il ragù torna in scena anche ne “Il Mistero di Bellavista” un giallo un po’ forzato ma che continua a riproporre le pillole di saggezza dello scrittore-ingegnere-filosofo ma soprattutto napoletano verace scomparso nei giorni scorsi.

La scena interpretata da Luigi Uzzo (il portiere) che mangia i maccheroni al ragù in casa della presunta vittima. Uno dopo l’altro in quanto indeciso se fossero stati preparati secondo la ricetta in voga a Via Toledo oppure al Vomero è un altro pezzo di Napoli che spesso e volentieri sfocia in liti fra donne.

De Crescenzo è stato interprete di “Sabato Domenica e Lunedì”  commedia edoardiana che gira tutta intorno al ragù che deve pippiare per più giorni nella pentola.

Si tratta di una rappresentazione in un film-tv del 1990 per Canale 5, in una edizione nobilitata dalla regia della Wertmuller e dalla presenza di grandi attori:  Sofia Loren nel ruolo della protagonista Rosa Piscopo, di Luca De Filippo nella parte del marito Peppino Priore, di Pupella Maggio come zia Memè, di un grande Enzo Cannavale nella parte del nonno, e appunto di Luciano De Crescenzo, il ragioniere Ianniello, presente anche Alessandra Mussolini nella parte di Giulianella.

Memorabile la lite di Sofia Loren con le altre donne nel negozio su quale fosse la ricetta giusta per l’allusione al fatto che la signora di Afragola non fosse in grado di prepararlo secondo i canoni napoletani.

Anche questa scena si trova in rete:

 

 

 

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