LSDM, la cucina come atto politico

Di : | 0 commenti | On : 03/10/2019 | Categorie: : Buonissimo

Le strade della mozzarella
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Chiusa la XII edizione di LSDM, il Congresso Internazionale di Cucina andato in scena martedì 1 e mercoledì 2 ottobre nel Savoy Beach Hotel di Paestum (SA).

Tanti gli spunti emersi nella seconda e ultima giornata di lavori in relazione alle tematiche scelte per il 2019: sostenibilità, etica, estetica.

Apertura sulla comunicazione, con il contributo di alcune delle più prestigiose firme del giornalismo enogastronomico: Giuseppe Cerasa, Luigi Cremona, Federico De Cesare Viola, Antonella De Santis, Paolo Marchi e Carlo Ottaviano, moderati da Guido Barendson.
Al centro del dibattito il ruolo, e i doveri, del giornalista del XXI secolo, la sostenibilità economica dell’editoria, la formazione all’interno del settore e, con riguardo soprattutto ai più giovani, l’etica dei compensi. Di stress in ambito lavorativo ha invece parlato lo chef Antonio Labriola. Focus sull’antropologia dell’alimentazione con Lucia Galasso.

Nicoletta Polliotto, esperta in food marketing, ha spiegato come la sensibilità nei confronti dei problemi etici e ambientali sia non soltanto una cosa giusta, ma anche un trend, apprezzato da un pubblico nuovo, in cerca di esperienze autentiche e immersive. Diversità, dialogo, condivisione, parole pronunciate più volte anche dalle giovani promesse della ristorazione italiana intervenuti sul palco di LSDM: Marco Ambrosino, Davide Caranchini, Gianluca Gorini, Matteo Metullio, Karime Lopez Kondo, Oliver Piras, Andrea Leali, Chiara Pavan e Francesco Brutto. Un cambio di rotta deciso in direzione delle esigenze dei territori e uno spirito di adattamento destinato a diventare caratteristica fondamentale del cuoco del futuro. Più volte tirato in ballo il fattore umano, anche sul fronte educazione, da Andrea Sinigaglia (General Manager di Alma-La Scuola Internazionale di Cucina Italiana) e Matteo Lorito (Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II e del corso di laurea in Scienze Gastronomiche Mediterranee), moderati da Luciano Pignataro.

Contro una distribuzione che crea omologazione e menu fatti su cataloghi, ha puntato il dito Salvatore Tassa, sostenitore di una rinnovata consapevolezza della figura del cuoco nei confronti dei cambiamenti che investono l’ambiente e la società. Convinzioni molto simili a quelle portate avanti da Antonia Klugmann, a sua volta alfiere di uno dei tanti territori della Penisola che necessitano di essere difesi e sostenuti. “Il più bel libro di cucina è stato scritto dalla natura, dobbiamo ritrovare quello che la natura ha scritto con le sue stagioni”: questo il mantra ripetuto dallo chef francese Alain Passard, pioniere di un movimento attento alle problematiche del pianeta fin da tempi non sospetti. Il rispetto dunque delle regole dettate dalla natura, dalle stagioni, dall’orto, come spartito base sul quale ogni singolo cuoco dovrebbe poi muoversi secondo la propria creatività.

“Il messaggio che esce da questa edizione del congresso – sottolineano Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori e organizzatori di LSDM – è difficilmente riassumibile, perché frutto di tante esperienze, di molteplici visioni, di diverse sensibilità. Ma alla fine riteniamo che davvero LSDM 2019 abbia offerto un’immagine forte della cucina, intesa anche come atto politico, per una volta nel senso più nobile del termine”.

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