La pasta di Gragnano, oro bianco della Campania

Di : | 0 commenti | On : 16/09/2020 | Categorie: : Buonissimo

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La pasta di Gragnano è ormai una delle ricchezze della regione Campania.La storia dell’oro bianco, come viene definita questa prelibatezza, segna come data di inizio il 12 luglio 1845, giorno in cui il re del Regno di Napoli Ferdinando II di Borbone concesse ai fabbricanti gragnanesi il compito di fornire la corte di tutte le pasta lunghe. In realtà, però, questa pasta pare abbia origini ancora più antiche, nello specifico sembra risalire ai tempi dei Romani.

 

Alla pasta di Gragnano oggi è stato conferito il marchio Igp. Il punto forte del suo successo è da ricercare nel grano duro che viene impastato con l’acqua di falda locale. La trafilatura in bronzo consentirà poi alla pasta di avere quella superficie rugosa che la contraddistingue. A seguire ci sarà la fase più delicata, l’essiccazione, che dovrà avvenire rigorosamente ad una temperatura tra i 40° e gli 85° dalle 4 alle 60 ore.

La pasta viene ventilata più volte con aria calda. Questa operazione farà sì che si crei una crosta superficiale sulla parte più esterna della pasta completamente essiccata; la parte interna, invece, non essendo a diretto contatto con l’aria resterà più umida e trasferirà la sua umidità alla parte esterna, ammorbidendola nuovamente. Questi i processi più importanti nella produzione della pasta di Gragnano. Sono numerosi oggi i pastifici che hanno optato per un’impostazione più industriale, mentre altri mantengono la linea di produzione tradizionale. In ogni caso comunque il livello di qualità resta alto e, dopo il marchio Igp, indiscusso.

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