Scalogno

Di : | 0 commenti | On : 20/01/2017 | Categorie: :

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E’ un ortaggio che si utilizza in alternativa alla cipolla. E’ una pianta i cui bulbi sono simili in tutto e per tutto alla cipolla. La prima differenza che salta all’occhio è la dimensione, generalmente più piccola di quella della cipolla: una volta pelato, non supera i 4-5 centimetri.

Le guaine esterne (quelle “coperture” molto sottili che ricoprono il bulbo) sono di vari colori, a seconda della specifica varietà: si possono trovare di un verde violaceo, rosso, rosso-bruno, rosso rosaceo, viola, giallo, grigio e bianco. La qualità di scalogno più pregiata è quello di Romagna, che è un prodotto IGP.

La differenza tra cipolla e scalogno
Premettiamo che cipolla e scalogno sono entrambi ottimi ingredienti per preparare le basi per svariati piatti (primi, secondi di carne, secondi di pesce ecc.). La principale differenza, che è anche il motivo per cui tanti chef preferiscono utilizzare (e consigliano anche i neofiti) lo scalogno è che il suo sapore è più delicato di quello della cipolla, ma allo stesso tempo più aromatico, con alcune punte di aglio. Il sapore della cipolla (come quello dell’aglio) inoltre permane in bocca, mentre quello dello scalogno non appesantisce l’alito. Entrambi sono comunque preziosi in cucina, soprattutto se vengono utilizzate produzioni di eccellenza, come ad esempio la celebre cipolla rossa di Tropea. Il nostro consiglio è di utilizzare la cipolla quando volete dare un gusto deciso al vostro piatto. Se invece non volete farlo, o siete in dubbio, andate sicuramente sullo scalogno: insaporirete alla perfezione la pietanza senza rischiare troppo.

 

Le proprietà dello scalogno: sono molteplici e non sempre conosciute da tutti. Prevalentemente costituito da acqua, lo scalogno contiene poco potassio e zucchero. Ripagano questa mancanza lo zolfo e il disolfuro necessari per rendere meno rigidi i vasi sanguigni, abbassare la pressione e la formazione di piastrine, riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari. Lo scalogno può essere utile anche a livello “estetico” infatti, la presenza di silicio, aiuta a rinforzare anche capelli e unghie.

Lo sapevi che: lo scalogno va conservato in luogo asciutto, fresco e buio quindi non in frigorifero, come abitualmente si può pensare. L’ideale sarebbe conservarlo in una cantina: in questo modo durerà circa un mese. Quando lo utilizzate, conservate la parte restante in una pellicola per alimenti e mettetelo in frigorifero dove dovrà rimanere per circa una settimana. In alternativa ponetelo, sbucciato, in un contenitore coperto con dell’olio di oliva che poi potrete anche utilizzare per cucinare perché aromatizzato al gusto di scalogno.

Infine una curiosità che proviene dagli antichi Romani: lo scalogno veniva all’epoca utilizzato come afrodisiaco e pare che venisse impiegato in preparazioni ‘eccitanti’ anche nella tradizione contadina.

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